11 Gen 2023

 

Il commercio estero della Toscana: confronto regionale e nazionale

 

La particolare vocazione all’export della Toscana ha determinato nel ventennio 2001 – 2021 un sensibile incremento del valore delle esportazioni: +4,2% il dato medio annuale in Toscana contro il +3,5% della media italiana.

Le crescite più marcate si sono registrate tra il 2014 e il 2019 anno nel quale ha iniziato a intensificarsi anche il contributo della Toscana al dato nazionale passando dal 7,4% del 2007 all’attuale 9,4%.

Uno dei settori che maggiormente impatta sull’export del manifatturiero toscano è quello dei metalli preziosi per il quale il prezzo delle materie prime ha un ruolo determinante soprattutto nei periodi di recessione o crisi economica.

 

 

Nel confronto territoriale la Toscana che fino al 2009 cresceva meno delle altre regioni ha accelerato una prima volta nel triennio 2010-2012 e una secondo a partire dal 2019.

In questo modo ha superato i sentieri di crescita dei principali competitors e ha ridotto sensibilmente il divario rispetto all’Emilia Romagna.

 

 

Il peso del commercio internazionale sull’economia regionale

 

Nonostante la pandemia l’indicatore della capacità di esportare per la Toscana, Emilia Romagna e Veneto ha comunque continuato a crescere.

In Toscana è passato dal 26% del 2001 al 35,4% nel 2019 e al 36,6% del 2020.

 

 

 

L’indice di specializzazione   

 

La Toscana nel ventennio ha mantenuto uno spiccato livello di specializzazione nel sistema moda ed in particolare nella pelletterie.

Stabile il dato del cartario mentre risulta in forte crescita quello del farmaceutico e dei metalli in particolare quelli preziosi.

Interessanti anche i risultati delle altre industrie manifatturiere dove sono gli articoli di oreficeria a fare la parte dei leoni.

 

 

 

Le principali destinazioni dei prodotti toscani: i principali punti

 

  • Germania, Stati Uniti e Francia  nel ventennio hanno sempre ricoperto le prime posizione relativamente all’export di manufatti toscani.
  • La Svizzera grazie ai metalli preziosi e alla moda ad oggi assorbe quasi un quinto del valore dell’export toscano.
  • Gli Stati Uniti, con la crisi finanziaria del 2007-2008, hanno dimezzato le importazioni di manufatti regionali e ancora oggi il dato è al di sotto del 2001.
  • Il Regno Unito pur continuando ad essere un importante partner commerciale per la nostra regione con la Brexit ha limitato gli acquisti del “made in Tuscany”.

 

 

  • Il mercato cinese agli inizi degli anni duemila assorbiva appena l’1% dell’export toscano mentre adesso copre circa il 4% dell’export  manifatturiero toscano nel mondiale.
  • In leggero rallentamento invece il dato del Brasile, assestato intorno allo 0,5% dopo il picco del 2014, e quello indiano che, dal 2007 in poi, si mantiene sull’ 0,6%.

 

 

 

 

 

In allegato il report completo

 

 

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