15 Set 2020

I dati sul mercato del lavoro recentemente resi pubblici dall’Istat e relativi al secondo trimestre del 2020 risentono, più che nel precedente trimestre, delle complicate dinamiche legate all’emergenza sanitaria. Il numero di occupati nei mesi di aprile, maggio e giugno è sceso di circa 37 mila unità rispetto al corrispondente periodo del 2019, dato che, relativizzato, indica una flessione del 2,3%.

Complessivamente si tratta di un risultato migliore della media nazionale (-3,6%) e delle principali regioni di benchmark che oscillano tra il  -3,4% del Piemonte e il -2,4% della Lombardia. Più contenuta invece la flessione delle Marche.

Anche il tasso di occupazione trimestrale in Toscana è sceso al 65,7% oltre un punto percentuale in meno rispetto al primo trimestre dell’anno e 1,6 punti percentuali in meno nel confronto con l’anno precedente.

Diverse le dinamiche del tasso di disoccupazione che si riduce sensibilmente sia in termini congiunturale che tendenziali e che è associato ad un incremento del tasso di inattività  cioè della quota di popolazione che, scoraggiata, esce dal mercato del lavoro.

A livello settoriale il II trimestre 2020 si chiude con una sensibile riduzione dei livelli occupazionali in tutti i principali macrosettori. Solo le costruzioni rilevano un leggero aumento mentre commercio, servizi e industria flettono seppure in misura diversificata.  Il dato occupazionale dell’industria, dopo un inizio anno in recupero, si ferma adesso al -3,2% che in valore assoluto equivale a circa 10.500  lavoratori in meno.  Di entità superiore la perdita occupazionale del commercio (circa  18 mila occupati in meno) e degli altri servizi dove i posti di lavoro persi sono circa 16 mila.

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