Toscana, un rilancio per la costa

3 Ottobre 2017

Ricci (presidente degli industriali di Livorno-Massa Carrara): reindustrializzazione in perenne ritardo.

Il Sole 24 Ore - Così non va, nelle politiche di reindustrializzazione della costa toscana, da 20 anni investita da un declino che l'ha allontanata dall'area interna, e più sviluppata, della regione. Anche il 2017 sarà un anno pesante dal punto di vista economico, con la disoccupazione che a Livorno è salita al 10,2%, tasso che non si vedeva dagli anni Novanta, e nella provincia di Massa Carrara al 16,6%.

«Serve un cambio di passo nell'azione pubblica», ha ammonito il presidente degli Industriali di Livorno-Massa Carrara, Alberto Ricci, alla platea di imprenditori riuniti ieri alla Fiera di Carrara per l'assemblea generale, ospite il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. «Il fattore tempo troppo spesso continua a essere una variabile indipendente rispetto alle esigenze di reindustrializzazione, e troppo spesso piegato a logiche non economiche», ha sottolineato Ricci. «Il Paese non ha mai avuto grande attenzione al fattore tempo ma ora dobbiamo recuperare», ha aggiunto Boccia invitando a non fare errori perchè «siamo all'inizio di una fase di ripresa e rischiamo di tornare indietro».

La lista dei ritardi è lunga, e parte dagli accordi di programma per il rilancio di Piombino (aprile 2014, 162 milioni) e di Livorno (maggio 2015, 582 milioni di risorse pubbliche) «da cui non sono conseguiti gli esiti attesi a causa di procedure tortuose», ha detto Ricci. In più i bandi pubblici non sono stati modellati sulle esigenze delle aziende, col risultato che molte sono rimaste escluse. Se a questo si aggiunge il fatto che le bonifiche delle aree inquinate, sia a Livorno e Piombino che a Massa e Carrara, sono ancora in lista d'attesa a 19 anni dall'avvio della partita sui siti di interesse nazionale (Sin), il quadro dipinto dagli industriali si fa preoccupante. «Fino a oggi - ha scandito Ricci - anche il dialogo tra le istituzioni del territorio è stato carente, con la conseguente disarticolazione delle policy urbanistiche ed infrastrutturali»: da qui la proposta della nascita di una holding delterritorio che coordini le amministrazioni costiere.

A rischiarare un orizzonte plumbeo, all'assemblea di ieri sono arrivati tre annunci che promettono di spingere lo sviluppo del territorio: il 19 ottobre Regione e Governo firmeranno il mini-accordo di programma per Massa Carrara, che stanzierà 20 milioni di risorse pubbliche per la reindustrializzazione. Tramontata l'ipotesi di essere "area di crisi complessa" come Piombino e Livorno, la provincia apuana si dovrà accontentare dello status di area di crisi semplice.

Il secondo annuncio, arrivato dal presidente dell'Autorità portuale del Tirreno settentrionale (Livorno-Piombino) Stefano Corsini, è il bando per la progettazione della diga foranea della futura Darsena Europa, destinata ad ampliare il porto di Livorno, che sarà pubblicato in questi giorni. Dopo la cancellazione del project financing da 500 milioni, è il primo tassello di un'opera considerata strategica. Infine, il presidente del Nuovo Pignone, Massimo Messeri, ha fissato allo novembre l'inaugurazione di una linea di turbine automatizzata nello stabilimento di Massa, che il gruppo americano Gebh sta potenziando.

di Silvia Pieraccini