«Senza tempi certi sulle bonifiche le nostre aree non sono attrattive»

3 Ottobre 2017

Il presidente di Confindustria: «Holding territoriale e meno burocrazia».

Il Telegrafo - La morsa della crisi che non allenta la presa e il cambio di passo che ancora manca nelle iniziative pubbliche. L'effetto domino è tangibile nei ritardi dei piani di riqualificazione e reindustrializzazione, nelle carenze infrastrutturali, in una burocrazia farraginosa, negli alti costi delle utilities e nelle attrattive pari a zero per nuovi insediamenti. La buona notizia sulla fumata bianca su Darsena Europa, portata dal presidente dell'Asdp Livorno-Piombino, Stefano Corsini, non mitiga l'emergenza delle criticità evidenziate dal presidente di Confindustria Livorno-Massa Carrara, Alberto Ricci, alla prima assemblea dopo l'unificazione fra le rappresentanze delle due realtà della costa toscana. A tenere a battesimo c'era il presidente nazionale Vincenzo Boccia che ha ribadito la necessità di rivalutare a fondo il fattore tempo nelle decisioni per dare competitività al sistema paese. E i tempi della burocrazia, ha sottolineato Ricci, sono l'ostacolo numero uno.

«Nelle bonifiche dei siti industriali questo stallo è evidente - ha detto Ricci - e provocato dalle lungaggini burocratiche e da un dialogo istituzionale carente, in particolare sulle procedure in atto per individuare i soggetti responsabili dell'inquinamento, quando non sono già noti. Sta di fatto che le bonifiche tra Piombino e Livorno sono ben lungi dall'essere ultimate. Inoltre nel programma regionale di sviluppo 2016-20120 non si fa cenno alle risorse finanziarie e questo lascia ulteriormente indefiniti i tempi della bonifica».

La holding territoriale Secondo Confindustria, che ha sottolineato il ruolo positivo svolto dal "Coordinamento multinazionali e grandi imprese" (52 aziende con oltre 9000 addetti e un ruolo crescente nella formazione), è venuto il momento di rilanciare con forza il progetto di una "Holding di Territorio", che tenga in squadra le amministrazioni dei territori dell'area vasta della costa, con l'obiettivo di diminuire le conflittualità nella pianificazione delle infrastrutture e nella programmazione economica, e favorendo l'assunzione di responsabilità. Il modello è quello delle "macroregioni" e su questo punto non devono essere sbagliati i passi nella definizione e attuazione del Piano Strategico di Sviluppo della costa con il Piano Regionale di Sviluppo 2016-2020.

Anche in campo portuale - secondo Ricci è indispensabile accelerare l'integrazione fra i due scali della provincia, Livorno e Piombino. Presupposto per avviare - sempre in ottica di «grande costa toscana» le possibilità di una strategia di collaborazione con l'Authority di La Spezia-Massa Carrara. Doppio è stato il primato raggiunto lòo scorso anno dal Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale: primo posto in Italia per traffico di passeggeri dei traghetti e crociere, con 9,6 milioni di turisti e primo posto in Italia nei traffici delle Autostrade del Mare con 16,8 milioni di tonnellate. «Potremo agganciare la ripresa - ha chiosato il presidente Ricci - a condizione che le decisioni marcino alla velocità giusta».