Panucci: servizi locali, ora aprire ai privati

2 Dicembre 2014

«Ripensare il referendum del 2011».

Il Sole 24 Ore - Bisogna aprire il mercato dei servizi pubblici locali ai privati per superare «la cattiva gestione pubblica»: è una leva fondamentale per la crescita economica del Paese. Lo ha detto ieri Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, intervenendo a un convegno organizzato dall'ambasciata britannica sul tema «competizione e mercati: Uk e Italia nel contesto europeo». Per Panucci va anche ripensato il referendum del giugno 2011 che aveva bocciato la liberalizzazione dell'acqua e degli altri servizi locali. «Sui servizi pubblici locali - ha detto Panucci - è stato fatto un referendum che aveva solo motivazioni politiche e che ha peggiorato i servizi. Visto che sono passati tre Governi e due parlamenti, penso si possano mettere in discussione gli esiti di quel referendum per aprire i servizi pubblici locali ai privati».

Il direttore generale di Confindustria ha spiegato che «le azioni svolte dal legislatore appaiono fino a ora timide, nella legge di stabilità ci saremmo aspettati un'azione decisiva che è invece mancata».

L'altro aspetto strettamente connesso è quello della razionalizzazione delle partecipazioni degli enti locali. «Confindustria - ha detto Panucci - propone di limitare il campo di azione delle società partecipate alle sole attività che afferiscono ai compiti istituzionali, preventivamente definite, escludendo le altre attività in cui possono operare liberamente i privati sul mercato. Solo incaso di fallimento del mercato è ammissibile la presenza di una società partecipata, in segmenti aperti alla libera concorrenza, purché vi sia un parere favorevole e vincolante dell'Antitrust».

Panucci ha ricordato che «le pubbliche amministrazioni centrali e locali detengono quote in 7 mila 712 organismi che solo nel 2012 hanno generato oneri per i contribuenti per un valore di ben 22,7 miliardi, il 63,9% non produce servizi pubblici con oneri complessivi per 12,8 miliardi».

Al convegno dell'ambasciata britannica è intervenuto anche il presidente dell'Antitrust, Giovanni Pitruzzella. «Le politiche di liberalizzazione - ha detto - sono importanti ma non sono tutto. Non basta rimuovere colli di bottiglia se poi ci sono altri elementi che rendono difficili gli investimenti. Sono importanti a condizione che ci siano altre politiche di riforme strutturali a cominciare dalla pubblica amministrazione con le semplificazioni amministrative».

di Giorgio Santilli