Pacini: «Sì alle nozze tra scali»

19 Gennaio 2012

«Insieme si vince. Pisa avrà una nuova sede espositiva»

Com'e Pisa vista da lontano? Da una prospettiva diversa cioè, tale da consentire un giro d'orizzonte più ampio, al di sopra e al di fuori da certi dibattiti che a volte sembrano oscurati dall'ombra del campanile e hanno i toni dello strapaese. Pierfrancesco Pacini, alla guida da tempo di Camera di Commercio e Unione Industriale Pisana (ci sono anche altri incarichi, ma in questo momento prendiamo questi come riferimenti per una intervista sulla città e il suo futuro), ora e anche al vertice della Confindustria toscana. Una poltrona dalla quale si coglie un panorama allargato della città e del territorio, che consente di valutare anche i movimenti di altre realtà e istanze, oltre alle prospettive di crescita che a Pisa spettano di diritto.

Presidente, parliamo subito di un tema caldo: l'aeroporto. Vincerà Pisa o Firenze?

«Attenzione a non perdere tutti e due. Una cosa dev'essere chiara. Da soli non si fa nulla di buono e non si va da nessuna parte. Non vorrei che Bologna, dove c'è un grande aeroporto in crescita, si prendesse una bella fetta di mercato toscano mentre Pisa e Firenze litigano. Ha presente quanto si impiega da Firenze a Bologna in treno? Con l'alta velocità molto meno di quanto si impiega da Gatwick o da Heatrow a Londra. Ecco perché Pisa e Firenze devono essere unite e complementari in un'ottica di sviluppo complessivo della Toscana».

Allora ben venga la fusione?

«Ben venga, con una suddivisione chiara dei compiti, per servire insieme un solo, grande territorio, puntando a raggiungere una sommatoria a crescere che tenga presenti le specificità. Se ora il totale dei passeggeri del "Galilei" e del "Vespucci" è pari a cento, noi dobbiamo puntare ad averne insieme centocinquanta nel breve e medio periodo. E quel cinquanta per cento in più andrà ripartito calcolando l'effettiva consistenza dei due scali, delle loro infrastrutture e dei servizi. E in questo momento il "Galilei" farà valere il suo peso».

Chi dovrà guidare questa 'sommatoria a crescere'?

«Ecco, questo è il punto: dove e come organizzare la sede operativa. Penso debba essere il vero elemento di confronto in attesa in attesa di sapere come e quando il 'Vespucci' riuscirà a dotarsi della nuova pista. In proposito ricordo che il management del 'Galilei' è di ottimo livello e lo ha dimostrato con i numeri e i fatti. Insomma il dialogo con Firenze dovrà puntare a far crescere l'intero trasporto aereo regionale e dunque anche quello di Pisa, che non ha nessun vantaggio a rimanere isolata. E non lo dico ora perché ho una carica a livello regionale, ma l'ho sostenuto anche nella mia ultima relazione annuale alla Camera di Commercio. D'altra parte non si può ignorare che Firenze è il capoluogo regionale. Far finta di nulla o voltarsi dall'altra parte non serve. Meglio discutere e programmare insieme».

Ma Pisa può aspirare a un ruolo di capitale dell'area costiera?

«Non vorrei stabilire primogeniture, che finiscono sempre per scontentare e creare polemiche e alla fine dividono invece di unire. Certo che Pisa è quella che è, con la sua immagine di valore mondiale che dev'essere valorizzata come auspicano molti. In proposito voglio ringraziare fra gli altri anche gli 'Amici di Pisa' che hanno espresso soddisfazione per il mio incarico ai vertici di Confindustria toscana, consapevoli del ruolo che potrò svolgere in favore della crescita di Pisa. Ma ricordiamoci che Pisa fa parte di un territorio ricco non soltanto di storia e di cultura proprie, ma anche per le infrastrutture e le peculiarità che le sono contigue. Da sola varrebbe meno. Penso al porto di Livorno, alla costa toscana e di cui il Litorale Pisano fa parte con la Versilia a pochi minuti d'auto, a Lucca...».

Bene, però proviamo a restringe l'obbiettivo. Di Pisa in particolare cosa pensa?

«Innanzitutto è la mia città, dove si svolge la mia vita e dove ho la mia attività. E mi fa piacere vedere che cresce e migliora. Penso alle grandi opere finanziate con i fondi Piuss. Marco Filippeschi e la sua giunta sono stati bravi a cogliere al volo queste opportunità e tradurle in atti concreti. Spero che presto abbia soluzione anche un problema annoso come quello del collegamento fra il parcheggio scambiatore di via Pietrasantina e la piazza del Duomo. Così com'è è inaccettabile».

Ora il litorale. Ha un futuro? «Certo che sì. E' in dirittura d'arrivo un progetto a lungo atteso come il Porto di Boccadarno e vedo altre cose che meritano di essere sottolineate. Calambrone, ad esempio, dove sta nascendo un grande centro balneare e residenziale. Poi ci sono strutture di livello nazionale, come i due campi da golfe il centro Coni. Ovvio che il tutto dev'essere valorizzato al massimo e gli anniversari di Marina e Tirrenia possono essere un'occasione da sfruttare bene».

A proposito di anniversari, nel 2012 c'è anche quello della Camera di Commercio. Che programmi avete?

«Celebreremo i 150 anni e vogliamo che questo evento sia ricordato. Ad esempio donando alla città un grande contenitore per eventi, mostre, esposizioni. Oggi è quello che manca. Ne ho già parlato con il sindaco e aspetto che lui mi indichi una zona dove realizzare questa struttura. Potrebbe anche essere il Litorale, alle spalle di Tirrenia, vicino alla grande viabilità. Oppure a Montacchiello, una zona che sta crescendo d'importanza a vista d'occhio. Ovvio che anche ai fini del miglior risultato conterà molto il costo del terreno. L'ideale sarebbe addirittura averlo gratis, magari da un ente pubblico. Noi penseremo a costruire il contenitore e a dotarlo di tutti i servizi necessari. Speriamo di far presto e di arrivare a un'intesa entro l'anno».

Un'ultima domanda. Come vanno i rapporti con l'altro pisano che è alla guida della Regione?

«I governatore e Enrico Rossi è' una persona che conosco dai tempi in cui era sindaco di Pontedera: ricordo l'autorevolezza con cui gestì la questione Piaggio e la realizzazione della nuova area industriale. E anche oggi valuto positivamente la sua azione alla guida della Toscana. Penso alle riforme per la semplificazione che ha avviato accorpando le aziende pubbliche, assegnando gli Apt alle province e razionalizzando la struttura della Regione per ridurne i costi. O alle politiche per la gestione delle immigrazioni, che sono un modello. Nel rapporto di chiarezza e stima che ho con lui, se ho qualcosa da dire non mela terrò dentro. Come presidente della Confindustria regionale ho un'agenda di questioni che discuterò con lui, a partire da Toscana Promozione; ma sempre in maniera costruttiva e con lo sguardo dritto all'obiettivo: che oggi è quello di tornare a crescere e produrre benessere e lavoro».

 

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