Fidi Toscana si divide in tre. Una società per le partecipazioni

20 Giugno 2012

La Regione: approvazione rapida per evitare i fulmini di Bankitalia

(QN) - Fidi Toscana si moltiplica per tre. La proposta di legge inviata ieri dalla giunta al Consiglio regionale, con la raccomandazione di far presto per evitare nuovi interventi di Bankitalia, prevede uno spacchettamento della Finanziaria regionale: alla quale resterebbe la competenza originaria, quella della legge costitutiva del 1974, ossia l'erogazione di garanzie alle aziende per ottenere credito dalle banche convenzionate. Mentre un'altra attività, quella della partecipazione alle azioni delle aziende (contestata da Bankitalia con la lettera dei primi di maggio, rivelata da La Nazione) sarebbe affidata a una società in house di nuova costituzione, che rappresenterebbe la holding che detiene le partecipazioni della Regione finora conferite alla Fidi. Il modello sarebbe quello usato per la Mabro.

La terza «costola» staccata da Fidi si occuperà invece della riconversione industriale e rilancerebbe un'altra società in house della Regione che sembrava prossima alla chiusura: Toscana Sviluppo. Che avrebbe il compito di realizzare progetti di reindustrializzazione, acquisendo aree lasciate da aziende che chiudono o abbandonano la Toscana. L'esempio che balza alla mente è quello della Eaton di Massa: la Regione vuole comprare i terreni per metterli a disposizione di nuovi investitori.

Nessun atto, invece, è stato ancora fatto per i vertici. Nonostante l'invito di Bankitalia, restano in carica il consiglio d'amministrazione e il direttore generale, Giovanni Ricciardi.

Reazioni? Da parte delle categorie economiche arrivano i primi commenti. Massimo Biagioni, direttore regionale di Confesercenti, propone alla Regione di rimuovere le attuali difficoltà di accesso al credito per le piccole medie aziende, organizzando una sinergia concreta fra i consorzi Confidi (quattro dei quali sono vigilati da Bankitalia) e la stessa Fidi.

Ma anche in Consiglio regionale è già bufera. Marco Carraresi (Udc) attacca: «La nuova legge cancella d'un colpo 40 anni di provvedimenti su Fidi segna disegnare un percorso chiaro rispetto alle indicazioni della banca d'Italia. Verso la quale mi pare si continui a fare una pericolosa 'melina' che rischia di portare al commissariamento di Fidi. Perchè Bankitalia è stata chiarissima: o arriva il ricambio degli organi e dello Statuto, oppure può scattare un altro intervento. Che certo non farà piacere alla Regione».

di Sandro Bennucci

 

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