Il distretto tessile rialza la testa

27 Novembre 2017

Studio del Polo universitario pratese.

QN - È stata presentata alPolo universitario di Prato la ricerca che analizza le dinamiche economiche e le conseguenze occupazionali del distretto pratese degli ultimi cinque anni. La ricerca, commissionata e finanziata dal Comune di Prato e dal Comitato di Gestione dei fondi per gli interventi sociali, costituito da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil è stata realizzata dal Laboratorio di Scienze del Lavoro del Pin. Dalla ricerca sono emersi una serie di dati molto interessanti, dai quali si vede come il distretto pratese, colpito pesantemente dalla crisi, sia ora in una fase di lenta, ma progressiva ripresa, anche grazie ad una profonda trasformazione.

Tuttavia, dal 2007 a12012 il valore aggiunto prodotto della Provincia di Prato è diminuito di oltre 11 punti percentuali. A farne le spese sono stati tutti i settori, vedendo ridurre la ricchezza complessivamente prodotta di quasi il 23%. Le difficoltà produttive, naturalmente, hanno avuto pesanti ripercussioni sul mercato del lavoro, anche se non vi è stata una vera e propria emorragia occupazionale, complice un virtuoso utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Nel distretto si lavora molto meno e i nuovi ingressi nel mercato del lavoro sono prevalentemente caratterizzati da contratti a termine. Dal 2012, l'economia distrettuale ha dato segni di ripresa: la produzione di ricchezza è tornata ad aumentare, lo stesso ha fatto l'occupazione. Le previsioni contrattuali circa ilfuturo (periodo 2017-2018) in dicano una crescita ulteriore: si stima che nel 2018 gli avviamenti nella Provincia di Prato saranno molto numerosi con saldi occupazionali ampiamente positivi.

Il comparto tessile - fra il 2011 e il 2016 - ha mantenuto sempre saldi occupazionali negativi, raggiungendo quasi la parità fra avviamenti e cessazioni nel 2015, complici gli incentivi governativi che non sono riusciti a portare i saldi in territorio positivo. Al contrario, le confezioni e gli articoli di abbigliamento hanno mantenuto sempre saldi positivi (tranne che nel 2012. E nel 2016 si è registrato il "sorpasso" occupazionale del comparto delle confezioni di articoli di abbigliamento sul tessile.